Open Data, trasparenza e diritto d'accesso

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chi sanziona chi non fa "open data" ?

Oggi diverse Pubbliche Amministrazioni hanno 2 portali: "Amministrazione Trasparente" (AT) e "Open Data" (OD).

Il catalogo dati di AT (Accessibilita' e Catalogo di dati, metadati e banche dati)  fa riferimento al catalogo dati in formato aperto che si trova spesso dentro i portali OD. Chi vigila sul numero e qualità dei dati in formato aperto rilasciati dentro i portali OD?  dati.gov.it fa un enorme lavoro per quantificare e qualificare i dataset delle PA italiane in un unico portale, lavoro sicuramente preziosissimo. Ma se una PA pubblica un dataset sul Piano Regolatore Generale o sul Trasporto Pubblico Urbano, e un altra PA invece non li pubblica (malgrado abbia pure il portale OD), cosa succede in termini di sanzioni a chi non li pubblica? Chi irrora la sanzione (e quale sanzione) a chi non pubblica un determinato dataset in formato aperto, che non è esplicitamente previsto dalla normativa di AT (in primis il d.lgs.33/2013).

Se una PA non pubblica dataset in formato aperto, per esempio quelli previsti per la pubblicazione dall'Agenda Nazionale per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico (Agid), da chi dovrebbe essere sanzionata, se quei dataset specifici non si trovano citati da pubblicare esplicitamente dentro la NORMA per la Trasparenza, il d.lgs.33/2013 (dove sappiamo chiaramente che c'è la solerte ANAC a vigilare/monitorare) ?

Nel concreto, ...sappiamo che "Le attività volte a garantire l'accesso telematico e il riutilizzo dei dati delle pubbliche amministrazioni rientrano tra i parametri di valutazione della performance dirigenziale ai sensi dell'articolo 11, comma 9, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150", ma chi fa monitoraggio per l'applicazione di questa norma? Chi valuta la performance dirigenziale in funzione delle attività da lui/lei svolte per garantire l'accesso telematico e il riutilizzo dei dati della PA nella quale lavora? Quali strumenti informatici sono messi oggi a disposizioni delle PA italiane, e quali indicatori, per valutare la mole e la qualità di dataset in formato aperto pubblicati online? Cioè si toglie 1,3,5 punti nella valutazione della performance del dirigente se non pubblica all'anno almeno 10, 7, 5 o quanti dataset in formato aperto? Come funziona in pratica l'applicazione di questa norma?

Troppe domande? Organizziamo un paio di webinar allora!

quesito posto 23 Aprile 2015 in Open Data, trasparenza e diritto d'accesso da cirospat (430 punti)

5 Risposte

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Risposta migliore
La PA che non pubblica gli open data ex art. 1, comma 32 della legge n. 190 del 2012 è sanzionabile da ANAC ex art. 6, comma 11 del decreto legislativo n. 163 del 2006, ai sensi del quale: "Con provvedimento dell'Autorità, i soggetti ai quali è richiesto di fornire gli elementi di cui al comma 9 sono sottoposti alla sanzione amministrativa pecuniaria fino a euro 25.822 se rifiutano od omettono, senza giustificato motivo, di fornire le informazioni o di esibire i documenti, ovvero alla sanzione amministrativa pecuniaria fino a euro 51.545 se forniscono informazioni od esibiscono documenti non veritieri".
risposta inviata 5 Maggio 2015 da Ilenia Filippetti (630 punti)
Selezionata 10 Novembre 2015 da Tommaso Del Lungo
Tutta via ritengo che la "mancanza di fondi" sia un motivo abbastanza giustificabile e quindi non sanzionabile giusto?
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Grazie Ciro, ho la vaga impressione che questi tuoi quesiti siano in realtà domande retoriche.

Le sanzioni pecuniarie sono irrogabili direttamente dall’Anac. Sono dello stesso tipo di quelle relative alla mancata adozione dei programmi triennali per la trasparenza e l’integrità, o dei piani triennali di prevenzione della corruzione e dei codici di comportamento.

Che poi in concreto non sia mai stata somministrata nessuna sanzione - almeno che io sappia - è un altro conto.
risposta inviata 23 Aprile 2015 da Tommaso Del Lungo (4,420 punti)
modificato 23 Aprile 2015 da Tommaso Del Lungo
non sono retorico, ma mi rendo conto che discutere questo argomento "ampio" in un flusso di domanda risposta online, non "mi" aiuta molto a capire (e fare chiarezza), anche se apprezzo molto le risposte da qualsiasi persona possano venire. Quindi grazie a te che mi hai risposto.
Come dicevo prima, probabilmente un paio di webinar sull'argomento farebbero bene a tante PA italiane.
Prefetto, grazie e scusa allora l'errata interpretazione
Concordo sulla domanda.
Sicuramente il deterrente delle sanzioni costituisce fattore indispensabile anche se non sufficiente. Tuttavia, visto che da una parte occorre cominciare sarebbe il caso di chiedere all'ANAC di rendere pubblico quanto sanzionato.
La trasparenza riguardo agli aspetti ambientali potrebbe infondere una importante svolta alle numerosissime vertenze in corso e che si aprono ogni giorno il cui comune denominatore è quasi sempre la perdita di credibilità delle PA nei confronti dei cittadini.
Un altro problema non da poco è anche che per emettere la sanzione l'ANAC avrà bisogno di una segnalazione di qualche tipo, no?
A differenza del tema dei Piani Anticorruzione, in cui mi risulta che ANAC abbia poteri di verifica e accertamento autonomi, in quanto assegnatigli dalla normativa.
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Allora pongo la domanda in un'altra maniera.

Tutti i comuni hanno il portale Amministrazione Trasparente perchè c'è una legge che lo impone.  Ma se un comune non ha un portale open data (e sono la stragrande maggioranza), che succede: è sanzionabile? Se si, dall'ANAC? Se no, da chi ?

Una domanda semplice semplice ;-) 

risposta inviata 29 Aprile 2015 da cirospat (430 punti)
modificato 5 Maggio 2015 da Eleonora Bove
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provo a rispondere, sperando di non dare una risposta troppo (o soltanto) formale:

  1. un monitoraggio sull'attuazione degli obblighi in materia di trasparenza è affidato ad anac, ed i risultati dell'indagine sull'effettivo adempimento (o meno) degli obblighi di cui al d.lvo. 33/2013 da parte di alcune amministrazioni selezionate a campione è consultabile a questo link;
  2. la stessa anac ha messo inoltre a disposizione una specifica sezione dedicata alle banche dati sulla trasparenza;
  3. sempre per quanto concerne il d.lvo. 33/2013 un compito importante sarebbe assegnato ai cittadini, in relazione al diritto di accesso civico di cui all'art. 5 del predetto decreto legislativo, ma, personalmente, non conosco dati né pronunce giudiziali da segnalare in merito all'efficacia di un simile strumento;
  4. per quanto concerne i contratti pubblici, la  normativa in materia di anticorruzione (legge 190/2012) ha previsto un monitoraggio "gemello" a quello effettuato ai fini della trasparenza, che deve essere effettuato da ciascuna amministrazione sul proprio sito internet con dati pubblicati in uno specifico formato; in caso di mancata pubblicazione anac segnala la pa che non ha provveduto alla corte dei conti.
risposta inviata 5 Maggio 2015 da Ilenia Filippetti (630 punti)
ma la PA che non ha un portale open data, e sanzionabile?
Questa domanda non trova ancora risposta.
E secondo me ci vuole un webinar dal titolo: "la Pubblica Amministrazione che non ha un portale open data è sanzionabile?"
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Chi controlla il controllore ?

Su iniziativa del gruppo facebook trasparenza siti web pa è stato inoltrato in data 4 maggio 2015 un’istanza di accesso civico all’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Abbiamo chiesto a Laura Strano , fondatrice del gruppo il perché di questa iniziativa.

La sintesi dell’iniziativa , scaturita dalla collaborazione all’interno del gruppo facebook, viene spiegata in 4 punti.

1)Autorità e autorevolezza. L’iniziativa è di stimolo all’azione dell’ANAC che è un’Autorità ma per essere tale deve essere anche autorevole. Il dott. Cantone ha bisogno del supporto dei cittadini, ci sono molte resistenze specialmente a livello politico quando si tratta di trasparenza e invece sul tema non si può più tornare indietro. L’Autorità deve essere incisiva e pressante nei confronti degli enti inadempienti, deve perciò trasparente per definizione e rendicontare il proprio operato.

3)L’ANAC deve pubblicare l’elenco dei nominativi dei titolari di incarichi politici , di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico, che non pubblicano quanto previsto dalla normativa, (ad esempio le spese per missioni) l’elenco degli enti sanzionati e l’importo delle sanzioni amministrative pecuniarie erogate, i provvedimenti assunti a seguito delle segnalazioni dei cittadini o anche d’ufficio, consistenti in segnalazioni agli uffici di disciplina, ai vertici politici delle amministrazioni, agli OIV e alla Corte dei Conti. L’ANAC ha inoltre scelto con proprio regolamento di recepire le disposizioni del decreto e quindi deve pubblicare in primis per fungere da esempio e valorizzare la normativa.

2) Se molte amministrazioni continuano a disattendere la normativa e altre riescono ad essere trasparenti, per le prime non si tratta di soli problemi “tecnici” e ciò determina un divario tra cittadini di serie A e cittadini di serie B. Perché quando le amministrazioni non sono trasparenti il costo lo paghiamo noi cittadini, e lo paga chi opera all’interno della stessa pubblica amministrazione.

4) Purtroppo in Italia è difficile far rispettare le norme, e le sanzioni soprattutto nei confronti della pubblica amministrazione sono blande e i procedimenti sanzionatori lunghi. Ci vuole Autorità e autorevolezza. Siamo stufi di norme disapplicate, inutili convegni , circolari e direttive. La legge si applica e chi non la applica va sanzionato.

L’ANAC deve appropriarsi di questo potere non lasciando alcun margine di discrezionalità ai vari enti perché significherebbe svuotare di significato la normativa, con il rischio di alimentare la sfiducia dei cittadini che credono in una possibile svolta grazie all’applicazione delle norme che regolano la trasparenza e consentono di superare la cultura che vede la pubblica amministrazione come strumento di potere e non di servizio.

Chi sono i firmatari dell’iniziativa oltre lei?

Gli altri coamministratori del gruppo e tanti amici del gruppo, che il tessuto sociale come docenti, dirigenti, impiegati, cultori del diritto, operatori del sociale, comunicatori ma soprattutto semplici cittadini.

risposta inviata 5 Maggio 2015 da pegasonlus (170 punti)
Anac più trasparente