Fatturazione Elettronica

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Split Payment e note di credito

L'Iva indicata nelle note di credito, va portata in detrazione quando la PA  effettua il versamento all'Erario (Split Payment)
quesito posto 22 Aprile 2015 in Fatturazione Elettronica da antales (300 punti)
ri-taggati 23 Aprile 2015 da Eleonora Bove

1 Risposta

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Risposta migliore
La risposta è affermativa.

Sul punto è intervenuta la Circolare n.6/E del 2015 nella quale è stato chiarito che nel caso in cui la PA, in veste di soggetto passivo, riceva una fattura irregolare dovrà fare ricorso alla procedura di regolarizzazione.
Nell’ipotesi in cui il fornitore, ricorrendo i presupposti di cui dell’art.26 del DPR n.633/72, emetta una nota di variazione in aumento, torna sempre applicabile il meccanismo della scissione dei pagamenti e, pertanto, la stessa dovrà essere numerata, indicare l’ammontare della variazione e della relativa imposta e fare esplicito riferimento alla fattura originaria emessa.
Quando la nota di variazione è in diminuzione, se la stessa si riferisce ad una fattura originaria emessa in sede di “split payment”, la stessa dovrà essere numerata, indicare l’ammontare della variazione e della relativa imposta e fare esplicito riferimento alla suddetta fattura. Trattandosi di una rettifica apportata ad un’IVA che non è confluita nella liquidazione periodica del fornitore, lo stesso non avrà diritto a portare in detrazione l’imposta corrispondente alla variazione (ex art. 19 DPR n.633/72), ma dovrà limitarsi a procedere solo ad apposita annotazione in rettifica nel registro di cui all’art.23, senza che si determini, quindi, alcun effetto nella relativa liquidazione IVA.
Quindi la PA:
- nell’ipotesi in cui si tratti di un acquisto effettuato in ambito commerciale, in considerazione delle modalità seguite per la registrazione dell’originaria fattura dalla stessa ricevuta, dovrà provvedere alla registrazione della nota di variazione nel registro IVA vendite di cui agli artt.23 e 24 del DPR n.633/72, fermo restando la contestuale registrazione nel registro IVA acquisti di cui all’art. 25 del medesimo DPR, al fine di stornare la parte di imposta precedentemente computata nel debito e rettificare l’imposta detraibile;
- nel caso in cui l’acquisto sia stato destinato alla sfera istituzionale non commerciale, in relazione alla parte d’imposta versata in eccesso, rispetto all’IVA indicata nell’originaria fattura, la PA potrà computare tale maggior versamento a scomputo dei successivi versamenti Iva da effettuare nell’ambito del meccanismo della scissione dei pagamenti.

Diversamente quando la nota di variazione in diminuzione si riferisce a fatture originarie emesse prima dell’entrata in vigore dello “split payment”, alla stessa si applicheranno le regole ordinarie sicché il fornitore avrà diritto a portare in detrazione (ex art.19 DPR n.633/72) l’imposta corrispondente alla variazione, annotandola in rettifica nel registro di cui all’art.23.
risposta inviata 22 Aprile 2015 da Daniele Tumietto (14,550 punti)
Selezionata 9 Luglio 2015 da Tommaso Del Lungo