Fatturazione Elettronica

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Modalità di pagamento anticipato es. Poste è compatibile con la fattura elettronica?

In moltissimi Comuni è da tempo attivo un contratto con un'azienda intermediaria di Poste Italiane che fornisce una macchina affrancatrice postale, e che gestisce un conto - sempre presso le Poste - per le affrancature; periodicamente viene emessa una fattura da parte di Poste, che però è a "consuntivo", cioè emessa per le affrancature già effettuate, e quindi fa riferimento ad un pagamento già effettuato in precedenza (per evitare che il conto sia insufficiente).

Questa modalità di pagamento anticipato è compatibile con la fattura elettronica?
quesito posto 16 Aprile 2015 in Fatturazione Elettronica da patrizia.saggini (1,440 punti)
ri-taggati 17 Aprile 2015 da Eleonora Bove

1 Risposta

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La procedura di emissione della fattura elettronica alla Pubblica Amministrazione, pur con alcune specificazioni dovute alle diverse modalità di inoltro, riprende ampiamente le regole generali in materia di IVA, disciplinate dal D.P.R. n. 633/1972. Va infatti subito precisato che gli obblighi di invio con modalità elettroniche delle FE alla PA non hanno alcuna influenza sulle regole tributarie generali, che, pertanto, salvo diverse previsioni particolari, devono essere ordinariamente applicate.
Il momento di effettuazione delle operazioni è individuato, come disciplina generale, dall’art.6 del DPR n.633/1972.

Da tale momento il soggetto passivo IVA è tenuto ad emettere fattura e:
- si rende dovuta l’imposta all’Erario;
- decorrono i termini entro i quali vanno assolti i relativi adempimenti (fatturazione e registrazione delle operazioni, etc.).

La regola generale stabilisce, nelle cessioni di beni, quale momento di effettuazione dell’operazione quello legato:
- alla consegna/spedizione se oggetto della cessione sono beni mobili;
- se oggetto della cessione sono beni immobili il momento di effettuazione dell’operazione è l’atto di stipula.

Alla regola generale di cui all’art.6, co.1, DPR n. 633/1972 vengono stabilite le seguenti eccezioni:
- le cessioni di beni immobili, diverse dalle vendite con riserva della proprietà e dalle locazioni con clausola di trasferimento della proprietà vincolante per ambedue le parti, i cui effetti traslativi o costitutivi si producono posteriormente a quello di stipula dell’atto, si considerano effettuate nel momento in cui si producono tali effetti;
- le cessioni di beni mobili, diverse dalle vendite con riserva della proprietà e dalle locazioni con clausola di trasferimento della proprietà vincolante per ambedue le parti, i cui effetti traslativi o costitutivi si producono posteriormente a quello di consegna o spedizione, si considerano effettuate nel momento in cui si producono tali effetti, e comunque dopo il decorso di un anno dalla consegna o spedizione;
- le cessioni di beni per atto della Pubblica Autorità si considerano effettuate all’atto del pagamento del corrispettivo;
- le cessioni periodiche o continuative di beni in esecuzione di contratti di somministrazione si considerano effettuate all’atto del pagamento del corrispettivo;
- per i passaggi di beni dal committente al commissionario, all’atto della vendita dei beni da parte del commissionario;
- per le cessioni di beni inerenti a contratti estimatori all’atto della rivendita a terzi, ovvero, per i beni non restituiti, alla scadenza del termine convenuto tra le parti e comunque dopo il decorso di un anno dalla consegna o spedizione.

Nel caso oggetto della domanda, situazione nella quale anteriormente al verificarsi dell'erogazione del servizio contrattualmente regolato, ex art.1559 c.c.,  sia pagato (in tutto o in parte) il corrispettivo, l’operazione si considera effettuata limitatamente all’importo pagato, alla data del pagamento ed è compatibile con la normativa relativa alla fattura elettronica verso la PA.
risposta inviata 16 Aprile 2015 da Daniele Tumietto (14,550 punti)
modificato 16 Aprile 2015 da Daniele Tumietto