Fatturazione Elettronica

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Numerazione sequenziale tra fatture cartacee ed elettroniche

In riferimento all'oggetto vorrei sapere la normativa di riferimento per la numerazione delle fatture elettroniche considerando i vari pareri discordanti e imprecisi.

Le fatture elettroniche devono seguire una numerazione a parte?
quesito posto 15 Aprile 2015 in Fatturazione Elettronica da psgaramella (230 punti)

2 Risposte

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La risposta è negativa, non devono seguire numerazione a parte.

Il contenuto informativo della FE verso la PA deve riportare le informazioni richieste dall’art. 21 e 21-bis del DPR n.633/72 e più precisamente: data di emissione, numero progressivo della fattura, dati identificativi del cedente e del cessionario, natura, quantità, corrispettivo ed eventuali sconti per la cessione del bene o per la prestazione del servizio, aliquota, ammontare dell’imposta ed imponibile.

A seguito dell’abrogazione del DM MEF del 2004 e l’emanazione del DM 17/06/2014 la questione della separazione dei sezionali (fatture elettroniche e cartacee) sembra essere venuta meno, così come non si fa più alcun cenno sia ai concetti di “ordine cronologico” che alla “continuità” delle registrazioni.

Ad oggi la numerazione delle fatture (elettroniche o cartacee) deve essere effettuata facendo riferimento esclusivamente al contenuto dell’art. 21, co.2 del DPR 633/72 come modificato dalla Finanziaria del 2013 (art.1, co.325, lett.d) L.228 del 24/12/2012) che dispone: “2. La fattura contiene le seguenti indicazioni: a) data di emissione; b) numero progressivo che la identifichi in modo univoco; …” 

Secondo la nuova formulazione della norma, quindi, la fattura deve contenere un numero progressivo che la identifichi in modo univoco. Inoltre si evidenzia che, conseguentemente, non vi è più espressamente riferimento all’obbligo che la numerazione progressiva sia riferita ad un anno solare.

Per evitare dubbi interpretativi, l’Agenzia delle Entrate ha emanato la Risoluzione 1/E del 10/01/2013 per chiarire che l’identificazione univoca delle fatture “è compatibile … con qualsiasi tipologia di numerazione progressiva che garantisca l’identificazione univoca della fattura, se del caso, anche mediante riferimento alla data della fattura stessa” … “Ad esempio, fermo restando l’obbligo di indicare in fattura la data, si ritengono ammissibili le seguenti modalità di numerazione progressiva all’interno di ciascun anno solare: Fatt. n. 1, Fatt. n. 2 …; Fatt. n. 1/2013 (oppure n. 2013/1), Fatt. n. 2/2013 (oppure n. 2013/2) …”. L’interpretazione letterale della norma fa intendere che non solo non esista più l’obbligo di distinguere i sezionali analogici da quelli elettronici, ma soprattutto che sia venuto meno anche l’obbligo di portare in conservazione sostitutiva la fatturazione analogica unitamente a quella elettronica, qualora quest’ultima fosse stata emessa con numerazione collegata a quella cartacea.

In ogni caso sul punto sarà emanata a breve una Circolare dell’Agenzia delle Entrate che tratterà specificatamente della conservazione sostitutiva della documentazione fiscale, quindi non solo fattura elettronica.

risposta inviata 15 Aprile 2015 da Daniele Tumietto (14,530 punti)
Buongiorno Fabio, è così. Ad oggi nessuna informazione, mi auguro che l'attesa circolare possa uscire presto!
L'aspetto importante da tenere in considerazione in merito alla questione della numerazione delle fatture è la garanzia di assenza di "buchi": è lo stesso DPR 633/72 che dice chiaramente che è necessario tenere un protocollo IVA senza buchi di numerazione. A questo decreto si aggiungono discipline successive che prevedono la possibilità di avere più sezionali, ma che ognuno non deve avere buchi di numerazione. Con particolare riferimento alla conservazione delle fatture, vi sono norme che decretano come ogni metodo di conservazione richieda l'assenza di buchi di numerazione. Quindi la necessità di creare più sezionali non è propedeutica ma necessaria per non avere buchi di numerazione per le fatture elettroniche qualora si sia in presenza anche di fatture in PDF (o cartacee) che vanno in conservazione cartacea.

Effettivamente per non dover più gestire sezionali diversi basterebbe mandare in conservazione sostitutiva tutte le fatture attive, anche quelle inviate a clienti privati, generando semplicemente dei PDF.
Chiedo scusa: "Con particolare riferimento alla conservazione delle fatture, vi sono norme che decretano come ogni metodo di conservazione richieda l'assenza di buchi di numerazione.". Avresti la possibilità di indicarmi i riferimenti normativi? Grazie.
Se ho compreso la domanda direi che i riferimenti sono quelli indicati sopra.
Chiedo scusa, ma nei riferimenti indicati non trovo norme che "decretano come ogni metodo di conservazione richieda l'assenza di buchi di numerazione". L'assenza dei buchi di numerazione è, ovviamente, necessaria per quanto riguarda l'emissione (DPR 633/72), non trovo però nulla riguardante la richiesta di assenza buchi nella numerazione ai fini della conservazione.
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Non risulta abrogato il DECRETO LEGISLATIVO 20 febbraio 2004, n. 52 (Attuazione della direttiva 2001/115/CE che semplifica ed armonizza le modalità' di fatturazione in materia di IVA. -GU n.49 del 28-2-2004 - Suppl. Ordinario n. 30-) e di conseguenza quanto dettato nella Circolare n. 45/E dell'Agenzia delle Entrate che approfondisce i contenuti DL e al punto 3.1.2 riporta: "È necessario, tuttavia, correlare detta previsione con l’obbligo di operare la conservazione elettronica per “tipologie di documenti” ai sensi del D.M., così che, prescelta una determinata modalità di conservazione (sia essa analogica o elettronica) in relazione ad un periodo d’imposta, la stessa deve essere adottata per tutti i documenti rientranti nella medesima categoria, anche in presenza di modalità alternative di conservazione previste dalla norma. La fattura elettronica, ricevuta in forma cartacea, come anticipato, può essere conservata secondo le procedure previste per la conservazione elettronica dei documenti analogici di cui all'articolo 4 D.M. o, in alternativa, secondo le modalità tradizionali (su supporto cartaceo). L’obbligo della conservazione omogenea per tipologie di documenti grava anche sul destinatario della fattura. Ciò comporta, ad esempio, che se quest’ultimo ha prestato il consenso per la ricezione elettronica delle fatture emesse da alcuni fornitori, dovrà conservare in formato elettronico tutte le fatture di acquisto, anche quelle ricevute in forma cartacea, secondo la procedura di conservazione di cui al menzionato articolo 4 del D.M.
risposta inviata 6 Novembre 2015 da SilvanoArtioli (150 punti)