Fatturazione Elettronica

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In mancanza del Codice CIG come procedere?

In mancanza del codice CIG. Come bisogna procedere affinche il procedimento arrivi a buon fine, ovvero si arrivi alla fase di liquidazione?
La FatturaPA giunta all' Ente attraverso PEC va protocollata e registrata nel registro unico e successivamente va chiesto alla ditta una nota di credito e  l'emissione della ditta di una nuova fattura con numero successivo?

senza registrarla nel registro
correlato alla risposta per: Quando è corretto rifiutare una fattura?
quesito posto 14 Aprile 2015 in Fatturazione Elettronica da franippo (200 punti)
ri-taggati 11 Giugno 2015 da Tommaso Del Lungo

1 Risposta

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La PA può rifiutare una FE nel momento in cui la PA destinataria effettua il controllo di merito e legittimità mettendola in relazione anche con il contratto, mandato, appalto, fornitura… al fine di verificare la rispondenza dei dati esposti in FE, dato che la FE è la conseguenza fiscale dell'esistenza di un rapporto giuridico tra PA e cedente/prestatore.

Considerando che l’entrata in vigore della FE verso la PA non modifica né le regole fiscali né le regole amministrative in essere, la PA deve procedere al controllo del contenuto informativo della FE  che deve, in primo luogo, riportare le informazioni richieste dall’art. 21 e 21-bis, DPR n.633/72 (data di emissione, numero progressivo della fattura, dati identificativi del cedente e del cessionario, natura, quantità, corrispettivo ed eventuali sconti per la cessione del bene o per la prestazione del servizio, aliquota, ammontare dell’imposta ed imponibile).

Per via della natura informatica del processo, come stabilito dall’Allegato A) Decreto n. 55/2013, la FE deve riportare ulteriori informazioni:

a) informazioni per una corretta trasmissione della fattura elettronica al destinatario attraverso lo SDI;

b) informazioni utili alla completa dematerializzazione del processo di ciclo passivo attraverso l’integrazione del documento con i sistemi gestionali e/o con sistemi di pagamento;

c) eventuali ulteriori informazioni che possono risultare di interesse per esigenze informative concordate tra emittente e destinatario.

Inoltre la normativa è stata integrata dall’art.25 del DL 66/2014 che ha incrementato le informazioni obbligatorie che devono essere inserite nelle FE verso la PA prevedendo anche il Codice Identificativo Gara (CIG) ed il Codice Unico di Progetto (CUP).  Questi sono dei codici utilizzati nell’ambito degli appalti pubblici e di utilizzo delle risorse europee, che hanno la finalità di aiutare le PA a gestire, monitorare e tracciare i flussi dei pagamenti. La mancanza dei codici CIG e CUP (laddove previsti), non permette alle PA di procedere al pagamento.

Nel caso in cui manchi uno qualsiasi dei dati richiesti necessari per procedere alla corretta riconciliazione (nel caso in esame il codice CIG) il procedimento per la gestione della FE all’interno della PA deve permettere la generazione di una notifica di rifiuto al SdI, riportando nella stessa le motivazioni del rifiuto in modo da agevolare la correzione dell’errore da parte del cedente/prestatore che dovrà procedere a riemettere la FE.

Questo caso ovviamente si ha ipotizzando che si sia nei 15 giorni dalla data di ricezione della FE, altrimenti sarà necessario richiedere una Nota di variazione al cedente/prestatore. Questa eventuale richiesta non transita per il SdI, bensì attraverso i canali di uso comune (per esempio, con una richiesta telefonica o a mezzo email).

Al contrario le eventuali Note di variazione emesse dal cedente/prestatore, devono sottostare alle norme in materia di FE verso la PA in quanto assimilate alle Fatture a tutti gli effetti e, pertanto, devono essere inviate alla PA come file FatturaPA utilizzando uno dei canali previsti dal SdI.

risposta inviata 15 Aprile 2015 da Daniele Tumietto (14,530 punti)
Note di variazione e CIG