Fatturazione Elettronica

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Modalità di pagamento errata - accettare o rifiutare? [chiuso]

Buongiorno a tutti

secondo voi una fattura ricevuta con tutti i dati corretti ad eccezione della modalità di pagamento, la quale riporta "contanti" anzichè le indicazioni relative al bonifico bancario, può essere motivo di rifiuto da parte della PA? Se la risposta è negativa, come procede la PA al pagamento in mancanza di questa informazione sull'IBAN?

grazie
chiuso con la nota: risposta ottenuta
quesito posto 31 Marzo 2015 in Fatturazione Elettronica da Thomas (2,100 punti)
rivisti 1 Aprile 2015 da Thomas

2 Risposte

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Premesso che il blocco DatiPagamento è opzionale nel tracciato FatturaPA e la modalità di pagamento non figura tra gli elementi obbligatori in base al DPR 633/1972, non mi sembra che ci siano gli estremi per rifiutare la fattura.

Penso che le modalità di pagamento possano essere fornite con una comunicazione separata: in taluni casi potrebbero essere state anche previste a monte espressamente nel contratto..... Tutto questo dando per scontato che la modalità di pagamento indicata - contanti - non sia ammissibile.

Una possibile soluzione potrebbe essere l'invio di una richiesta di fornire i dati di pagamento con contestuale comunicazione della sospensione dei termini di pagamento, per evitare eventuali problemi di ritardi nel pagamento stesso.O, in maniera più informale, a seconda dei rapporti col fornitore una richiesta telefonica di avere in tempi brevissimi una comunicazione ufficiale del dato mancante, o per meglio dire errato.

La soluzione del rifiuto è probabilmente la più pratica, in quanto consente la riemissione della fattura con rapida soluzione del problema, ma non mi sembra proceduralmente e fiscalmente corretta.
risposta inviata 31 Marzo 2015 da Gianlazzaro Sanna (30,790 punti)
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Concordo con Gianlazzaro, aggiungendo che la modalità di pagamento non rientra tra i dati previsti come obbligatori all’art. 25 del Decreto Legge n. 66/2014 in merito alla disciplina sulla FE.

Infatti l’art.25 al co.2 del predetto DL n. 66/2014, al fine di assicurare la tracciabilità dei pagamenti da parte delle PA, ha disposto che le fatture elettroniche emesse verso le PA riportino:

- Codice identificativo di gara (CIG), tranne i casi di esclusione … previsti dalla tabella 1 allegata al decreto;

- Codice unico di Progetto (CUP), in caso di fatture relative a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria, interventi finanziati da contributi comunitari e ove previsto ai sensi dell’art.11 della Legge N.3 del 16 gennaio 2003.

Il co.2-bis dell’art. 25, introdotto con la legge di conversione al decreto, sancisce che i codici di cui al co.2 siano inseriti a cura della stazione appaltante nei contratti relativi a lavori, servizi e forniture sottoscritti con gli appaltatori nell’ambito della clausola prevista all’art.3, co.8, della Legge n.136 del 13 agosto 2010. Tale clausola riporta, inoltre, il riferimento esplicito agli obblighi delle parti derivanti dall’applicazione della presente norma.

Infine l’art. 25, co.3 impone alle PA di non procedere al pagamento delle FE che non riportino i codici CIG e CUP ai sensi del co.2.

Nulla viene indicato in merito all'obbligo della presenza dei dato relativi alle modalità di pagamento, che pertanto sono da considerare facoltativi.
risposta inviata 1 Aprile 2015 da Daniele Tumietto (14,550 punti)