Fatturazione Elettronica

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Quando è corretto rifiutare una fattura?

Da quanto ho capito il rifiuto della fattura da parte della PA dovrebbe corrispondere ad una sorta di disconoscimento per insussistenza del credito, cioè dovrebbe significare che la fattura non è diretta al destinatario corretto oppure che non è giustificata da un contratto o un ordine.

Invece non parrebbe corretto, come invece accade, rifiutare la fattura nel caso di errori - o presunti tali - in campi non richiesti dal DPR 633 del 1972, come ad esempio: CIG, Contratto, Ordine,ImportoTotaleDocumento, oppure nel caso che sia stato fatturato un numero di prodotti maggiore di quello effettivamente fornito.........

E' possibile avere una spiegazione chiara dei motivi per i quali è corretto rifiutare la fattura?

Grazie in anticipo!
quesito posto 22 Marzo 2015 in Fatturazione Elettronica da Gianlazzaro Sanna (30,790 punti)
modificato 22 Marzo 2015 da Gianlazzaro Sanna

1 Risposta

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Risposta migliore

Esattamente, il rifiuto di una FE può avvenire nel momento in cui la PA destinataria effettua il controllo di merito e legittimità mettendola in relazione anche con il contratto, mandato, appalto, fornitura... per verificare la rispondenza, dato che la FE è la conseguenza fiscale dell'esistenza di un rapporto giuridico tra PA e cedente/prtestatore.

Il contenuto informativo della FE da inviare alla PA deve, in primo luogo, riportare le informazioni richieste dall’art. 21 e 21-bis, DPR n.633/72 (data di emissione, numero progressivo della fattura, dati identificativi del cedente e del cessionario, natura, quantità, corrispettivo ed eventuali sconti per la cessione del bene o per la prestazione del servizio, aliquota, ammontare dell’imposta ed imponibile).

Per via della natura informatica del processo, come stabilito dall’Allegato A) Decreto n. 55/2013, la fattura elettronica deve riportare ulteriori informazioni:

a) informazioni per una corretta trasmissione della fattura elettronica al destinatario attraverso lo SDI;

b) informazioni utili alla completa dematerializzazione del processo di ciclo passivo attraverso l’integrazione del documento con i sistemi gestionali e/o con sistemi di pagamento;

c) eventuali ulteriori informazioni che possono risultare di interesse per esigenze informative concordate tra emittente e destinatario.

La normativa è stata integrata, inoltre, dall’art.25 del DL 66/2014 che ha incrementato le informazioni obbligatorie delle FE verso la PA con la previsione del Codice Identificativo Gara (CIG) e del Codice Unico di Progetto (CUP). Trattasi di codici utilizzati nell’ambito degli appalti pubblici e di utilizzo delle risorse europee che hanno la finalità di gestire, monitorare e tracciare i flussi dei pagamenti. 

Pertanto la mancanza dei codici CIG e CUP (laddove previsti), non permette alle PA di procedere al pagamento.

risposta inviata 22 Marzo 2015 da Daniele Tumietto (14,530 punti)
Selezionata 22 Marzo 2015 da Gianni D.
In mancanza del Codice CIG come procedere?