Fatturazione Elettronica

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Cosa succede in caso di invio fattura allo SDI prima della decorrenza?

Se un fornitore spedisce prima della data di decorrenza una fattura in formato xlm lo Sdi la accetta?
che comunicazione e arriva al fornitore?
Che comunicazione arriva alla pa?
quesito posto 19 Marzo 2015 in Fatturazione Elettronica da maria (430 punti)
modificato 24 Marzo 2015 da Gianni D.

2 Risposte

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Se la data della fattura è successiva alla data in cui la fattura arriva al SdI, quest'ultimo scarta la fattura col codice di errore 00403 (la data fattura non deve essere successiva alla data di ricezione) e invia al fornitore una notifica di scarto.

Probabilmente però il riferimento è alla data di decorrenza degli obblighi di fatturazione elettronica nei confronti dell'Amministrazione destinataria (data riportata nell'Indice delle pubbliche amministrazioni). Anche il tal caso la fattura viene scartata dal SdI.

La fattura si considera non emessa e alla Pubblica Amministrazione non arriva alcuna comunicazione.,
risposta inviata 20 Marzo 2015 da Gianlazzaro Sanna (30,790 punti)
modificato 20 Marzo 2015 da Gianlazzaro Sanna
E' possibile che non venga scartata e che non arrivi alcuna comunicazione come alcuni fornitori sostengono?
Il SdI risponde sempre inviando una notifica di scarto oppure, se la fattura non viene scartata, una ricevuta di consegna o una notifica di mancata consegna.
I tempi dipendono dal canale utilizzato. Mi sembra comunque che il limite massimo sia di 48 ore dalla data dell'invio della fattura da parte del fornitore.
Mi sembra pertanto molto strano che il fornitore non riceva alcuna comunicazione.....
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Credo che il quesito fosse formulato per conoscere se si può inviare una fattura elettronica prima della consegna del bene/effettuazione del servizio.

La procedura di emissione della FE alla PA, pur con alcune specificazioni dovute alle diverse modalità di inoltro, riprende ampiamente le regole generali in materia di IVA, disciplinate dal DPR 633/72. Il momento di effettuazione delle operazioni è individuato, come disciplina generale, dall’art. 6, DPR 633/72.

Da tale momento il soggetto passivo IVA è tenuto ad emettere fattura e:

  • si rende dovuta l’imposta all’Erario; 
  • decorrono i termini entro i quali vanno assolti i relativi adempimenti (fatturazione e registrazione delle operazioni, etc.). 

La regola generale stabilisce, nelle cessioni di beni, quale momento di effettuazione dell’operazione quello legato:

  • alla consegna/spedizione se oggetto della cessione sono beni mobili;
  • se oggetto della cessione sono beni immobili il momento di effettuazione dell’operazione è l’atto di stipula.

Alla regola generale di cui all’art. 6, co.1, DPR 633/72 sono indicate alcune eccezioni. 

Nel caso in cui anteriormente sia emessa fattura o sia pagato in tutto o in parte il corrispettivo, l’operazione si considera effettuata, limitatamente all’importo fatturato o all’importo pagato, alla data della fattura o a quella del pagamento

Per le prestazioni di servizi la regola generale (art.6, co.3 DPR 633/72) prevede quale momento di effettuazione della prestazione l’atto del pagamento del corrispettivo.

Il momento di esigibilità dell’imposta è il momento a partire dal quale sorge il diritto dell’Erario ad incassare il tributo dal soggetto debitore, e contestualmente il diritto dell’acquirente a portare in detrazione l’imposta. 

La regola generale (ex art. 6, co.5 DPR 633/72) stabilisce il criterio dell’esigibilità immediata che coincide quindi con il momento di effettuazione dell’operazione, individuato (salvo deroghe specifiche) per la cessione di beni, nella consegna/spedizione (per i beni mobili) o nell’atto di stipula (per i beni immobili) e per la prestazione di servizi, nell’atto del pagamento del corrispettivo. 

Quando le operazioni sono svolte nei confronti dello Stato e di altri Enti pubblici (tra cui Regione, Provincia, Comune, CCIAA; Istituti universitari; Unità sanitarie locali, Enti ospedalieri… e altri enti indicati al co.5 dell’art. 6 DPR 633/72) l’esigibilità dell’imposta coincide con il momento di pagamento del corrispettivo (c.d. esigibilità differita). Resta comunque salva la facoltà di applicare le disposizioni generali (esigibilità immediata).

Va precisato che il “differimento” del momento di esigibilità dell’imposta in relazione alle operazioni poste in essere nei confronti delle PA non ha alcuna influenza sul momento di effettuazione delle operazioni. Gli obblighi di fatturazione continuano infatti a sussistere nel momento di effettuazione delle operazioni (oppure entro il termine differito al 15 del mese successivo in base a DDT o ad idonea documentazione). Solo la relativa imposta viene contabilizzata a debito nel momento in cui viene pagato il corrispettivo. In altri termini, l’operazione si considera effettuata al momento di emissione della fattura elettronica e a seguito del pagamento nasce il diritto dell’Erario ad esigere l’imposta.

Dai principi enunciati deriva che nel caso di emissione di fattura ai suddetti enti pubblici, la regola generale è quindi quella della esigibilità differita. 

Infatti nella predisposizione della fattura elettronica alla PA in formato XML verrà specificatamente richiesto di indicare se l’esigibilità è differita (da indicare con la lettera D) o immediata (da indicare con la lettera I). Pertanto, se la fattura è emessa senza indicazione dell’esigibilità, si considera in ogni caso ad esigibilità differita. Diversamente, se si intende applicare l’esigibilità immediata dell’imposta è necessario darne specificazione in fattura.

E’ l’art.21, co.4, DPR n.633/72 a disciplinare il momento di emissione della fattura prevedendo quattro distinti momenti a seconda della tipologia dell’operazione: 

  • al momento di effettuazione dell’operazione, (ex art. 6); 
  • entro il 15 del mese successivo nel caso di cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulti da documento di trasporto o di prestazioni di servizi individuate attraverso “apposita documentazione”; 
  • entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni per le prestazioni di servizi ricadenti in regola generale ai sensi dell’art. 7-ter, rese a soggetti passivi non stabiliti in Italia; 
  • entro il mese successivo alla consegna o spedizione, in caso di operazioni triangolari. 

La fattura elettronica avente ad oggetto cessioni di beni/prestazioni di servizi per le PA si considera emessa elettronicamente nel momento in cui viene rilasciata la ricevuta di consegna dal SDI (vedi Circ.1/14)”. 

Si noti che il Sistema di Interscambio può rilasciare al soggetto che ha inviato la fattura: 

  • una ricevuta di consegna, nel caso in cui l’inoltro abbia avuto esito positivo, 
  • una notifica di mancata consegna, nel caso in cui l’inoltro abbia avuto esito negativo (ad esempio per problemi tecnici nel canale trasmissivo). 

La notifica di mancata consegna è recapitata:

  • entro 48 ore se il canale di comunicazione tra SDI e PA è costituito dalla posta elettronica certificata (PEC), 
  • entro le 24 ore in tutti gli altri casi. 

In nessun caso il Sistema di Interscambio rilascia un documento comprovante il solo ricevimento della fattura. 

La Circ.n.1/14 Min.Finanze ha specificato che la prova della ricezione della fattura da parte del SdI, e conseguentemente l’avvenuta trasmissione della fattura da parte del soggetto emittente verso il SdI è provata sia con la ricevuta di consegna (inoltro fattura con esito positivo) che con la notifica di mancata consegna (inoltro fattura con esito negativo).

In entrambe le ipotesi sopra evidenziate, la fattura si considera a tutti gli effetti emessa. 

Nel caso in cui la fattura sia stata scartata dal SDI, la stessa non si considera emessa né tantomeno inoltrata alla P.A. (es. errore nella nomenclatura del file).

In sostanza al fornitore dovrebbe arrivare una notifica di accettazione della FE, mentre alla PA arriva la FE sulla quale potrà effettuare il controllo di merito e legittimità previsto dalla vigente normativa sulla base della quale potrà accettare o scartare la FE.

risposta inviata 20 Marzo 2015 da Daniele Tumietto (14,550 punti)