Fatturazione Elettronica

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errori nella numerazione progressiva, come posso risolverli?

buonasera,

sono una libera professionista e ho commesso molti errori nella numerazione progressiva delle fatt_pa.

1) ho emesso una prima fattura che è stata rifiutata in quanto ho sbagliato l'importo. Ho conseguentemente emesso una nuova fattura con un altro numero progressivo, senza cioè correggere la prima.

2) questa 2° fattura è stata accettata dalla PA che solo dopo si è accorta che c'erano degli errori. Ho provveduto a fare una nota di credito a storno della 2° fatt che ha preso un numero progressivo ancora diverso (n°4) . In tutto questo ho anche compilato una 3° fattura senza spedirla.

3) sono arrivata così alla fatt. 5 che è andata a buon fine.

Come posso fare a sanare questa situazione?

grazie mille

CS
quesito posto 29 Settembre 2016 in Fatturazione Elettronica da cinzia sposito (130 punti)

1 Risposta

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Premesso che il contenuto informativo della FE verso la PA deve riportare le informazioni richieste dall’art. 21 e 21-bis del DPR n.633/72 e più precisamente: data di emissione, numero progressivo della fattura, dati identificativi del cedente e del cessionario, natura, quantità, corrispettivo ed eventuali sconti per la cessione del bene o per la prestazione del servizio, aliquota, ammontare dell’imposta ed imponibile. A seguito dell’abrogazione del DM MEF del 2004 e l’emanazione del DM 17/06/2014 la questione della separazione dei sezionali (fatture elettroniche e cartacee) sembra essere venuta meno, così come non si fa più alcun cenno sia ai concetti di “ordine cronologico” che alla “continuità” delle registrazioni.

Ad oggi la numerazione delle fatture (elettroniche o cartacee) deve essere effettuata facendo riferimento esclusivamente al contenuto dell’art. 21, co.2 del DPR 633/72 come modificato dalla Finanziaria del 2013 (art.1, co.325, lett.d) L.228 del 24/12/2012) che dispone: “2. La fattura contiene le seguenti indicazioni: a) data di emissione; b) numero progressivo che la identifichi in modo univoco; …” 

Secondo la nuova formulazione della norma, quindi, la fattura deve contenere un numero progressivo che la identifichi in modo univoco. Inoltre si evidenzia che, conseguentemente, non vi è più espressamente riferimento all’obbligo che la numerazione progressiva sia riferita ad un anno solare.

Per evitare dubbi interpretativi, l’Agenzia delle Entrate ha emanato la Risoluzione 1/E del 10/01/2013 per chiarire che l’identificazione univoca delle fatture “è compatibile … con qualsiasi tipologia di numerazione progressiva che garantisca l’identificazione univoca della fattura, se del caso, anche mediante riferimento alla data della fattura stessa” … “Ad esempio, fermo restando l’obbligo di indicare in fattura la data, si ritengono ammissibili le seguenti modalità di numerazione progressiva all’interno di ciascun anno solare: Fatt. n. 1, Fatt. n. 2 …; Fatt. n. 1/2013 (oppure n. 2013/1), Fatt. n. 2/2013 (oppure n. 2013/2) …”. L’interpretazione letterale della norma fa intendere che non solo non esista più l’obbligo di distinguere i sezionali analogici da quelli elettronici, ma soprattutto che sia venuto meno anche l’obbligo di portare in conservazione sostitutiva la fatturazione analogica unitamente a quella elettronica, qualora quest’ultima fosse stata emessa con numerazione collegata a quella cartacea.

La Circolare 36/E interpreta il DM 23/1/2004, non il DM 17/6/2014, ed è proprio quest’ultimo Decreto che non riprende la previsione normativa che ha ispirato la Circolare 36/E.
Infatti l'art.3 lett.a) del DM 17/06/2014 dispone: "Art.3 - Conservazione dei documenti informatici, ai fini della loro rilevanza fiscale - 1. I documenti informatici sono conservati in modo tale che: a) siano rispettate le norme del codice civile,  le  disposizioni del codice dell'amministrazione  digitale  e  delle  relative  regole tecniche e le altre norme tributarie riguardanti la  corretta  tenuta della contabilità..." 
Quindi oggi nessuna norma impone la conservazione di tutte le fatture (elettroniche e analogiche) se si adotta una numerazione unica. Ovviamente questo non vieta che il contribuente possa (che è ben diverso dal deve) scegliere di utilizzare un registro IVA sezionale per le sole fatture elettroniche verso la PA.

Venendo al caso in questione:

1) se la fattura era stata rifiutata entro i 15 giorni, per la PA e per lei non esisteva, quindi andava ri-emessa fattura con lo stesso numero. Diversamente, nel caso in cui la fattura fosse stata rifiutata dopo i 15 giorni, la stessa esisteva per PA e per lei, conseguentemente andava emessa nota di credito.

2) stesso discorso del punto 1.

3) la risposta dipende dall'esatta identificazione di quanto successo nei precedenti punti.

Se indica i termini di giorni in cui sono stati rifiutate le fatture è possibile comprendere la reale situazione.

risposta inviata 2 giorni fa da Daniele Tumietto (14,530 punti)